L'abuso del termine marketing
18/01/2009 inserito da LUCIANO IOLLO
Non è un problema di tipo quantitativo, semmai squisitamente qualitativo, ma la parola marketing si presta troppo spesso ad un uso che si distanzia totalmente dal suo reale contenuto.
Così, sarà capitato a tutti gli operatori di marketing di pensarlo, la sua prima accezione, sbagliata, consiste nel confondere il marketing come un sinonimo stretto di pubblicità.
Unitile ripetere sul nostro blog quanto asserisco praticamente sempre quando mi trovo in una discussione di questo genere.
Il marketing è una disciplina complessa, che nella sua costituzione nel tempo ha sottolineato più la capacità di gestire le imprese con un insieme strutturato di cognizioni, o meglio, di leve. Una di tali leve è indubbiamente la pubblicità.
Fin qui sembra tutto piuttosto coerente. Il parlato ha banalizzato un termine, capita così spesso che non bisogna farne un gran problema. Diventa, tuttavia, un gran problema proprio quando si comprende che nella logica del marketing teorico e operativo la pubblicità diventa una forma di eventuale.
La grande lezione del mio mèntore (anche se non so se lui desidera essere chiamato così dal sottoscritto) è che le aziende che fanno pubblicità si pongono ina condizione di maggiore attenzione da parte dei consumatori, ed in un certo senso si pongono al giudizio dei consumatori. Diventa perciò molto più sensato ricorrere alla definizione di orientamento al mercato per definire il marketing, ovvero quella disciplina teorica e funzione operativa che, cercando di soddisfare le richieste di mercato, gestisce le imprese ed i prodotti indirizzandoli verso il mercato.
Senza fare di questo post una lezione-base su cosa sia veramente il marketing, mi preme sottolineare alcuni aspetti.
Innanzitutto il fatto che per noi di Allaterza la banalizzazione del termine marketing e del nostro più sentito webmarketing è deprecabile. Sono state molte più le volte che ho parlato con gente in gamba e che sa gestire il proprio business, piuttosto che con persone competenti nella nostra disciplina.
Il secondo aspetto da valutare è incarnato nella capacità di lavorare per obiettivi e risultati. Quello che apprezzano i clienti del nostro lavoro è dovuto alla fermezza con la quale poniamo al primo posto di ogni cosa gli obiettivi che ci siamo dati insieme ai clienti.
Infine, risulta evidente che con l'introduzione di nuove tecnologie, ancora in via di completa diffusione (o meglio di digestione), la quantità di informazioni a disposizione dei buyer dei nostri prodotti è sempre limitata.
Per questo la maggior parte delle volte il nostro primo incontro con i clienti ha il sapore più di uno scambio a tutto campo sul concetto di marketing che sulle reali richieste. E' necessario, ne sono convinto, sincronizzare gli orologi fino in fondo prima di fare qualsiasi cosa.
Sono contento di non aver sparato a zero, sarebbe stato inutile. Sono stato ancora più contento di non aver scritto frasi come Stanton si rivolterebbe nella tomba, anche perchè è ancora vivo.