Apple contro Adobe
10/05/2010 inserito da LUCIANO IOLLO
In chiaro stile nazionalpopolare, mi butto nella mischia della diatriba nata dal post di Steve Jobs contro l'uso di Flash.
Forse per interesse in senso economico e di attualità, ma sicuramente più per il suo aspetto un po' paradossale, il
post di Steve Jobs apparso lo scorso aprire merita un po' di approfondimento.
Nel pieno del cliché ben rappresentato dal detto "il bue che dice cornuto all'asino", uno dei più grandi monopolisti inveisce contro uno degli altri grandi monopolisti tecnlogici. Entrambe le aziende, infatti, risultano avere in pancia tecnologie esclusive, chiuse, totalizzanti. Apple ha raggiunto in un tempo brevissimo una quota di mercato nei smartphone che nessuno avrebbe potuto a ragione immaginare, pur osservando il medesimo fenomeno al tempo degli ipod. Adobe ha dalla sua un completo monopolio in fatto di tecnologie dedicate al design, ai plugin (flash e adobe reader). Chiunque operi nel settore della produzione digitale non può evitare di lavorare almeno con un software di casa Adobe.
Nel post Jobs adduce ad una serie di ragioni il suo rifiuto della tecnologia flash. Devo dire che in Allaterza flash è considerato poco più di un giochino per designer e scripter, pur comprendendone a pieno le potenzialità, soprattutto nelle sue applicazioni meno legate alla timeline e più allo scripting.
I suoi limiti sono chiarissimi, soprattutto quando flash è applicato a device che sono altro dai soliti "computer". Altri aspetti critici sono senzadubbio la chiusura delle library, la negazione totale dei principi di SEO e potremmo continuare ancora a lungo...
Ciò però non risulta essere particolarmente rilevante nella misura in cui flash risulta essere perfetto per un website di un prodotto dal brand fortissimo e già noto. Diventa un problema di coloro che progettano per i brand stabilire quale migliore user experience per ogni tipo di device... Infatti la
risposta di Adobe non tarderà a farsi sentire, con una campagna incentrata sulla libertà di scelta.
A conti fatti la chiusura di Apple su Flash fornirà a device come l'iphone più un proprio limite alla diffusione che una spinta verso la diffusione di tecnologie più standard, che Allaterza adora per inciso, come x-html/css.
Forse il bue doveva guardarsi prima allo specchio...