Directory e turismo
28/07/2009 inserito da FABRIZIO FUSCO
Quante parole sono state spese in questo blog riguardo al turismo ed alle attivita di SEO, SEM e webmarketing?
Evidentemente non abbastanza visto che sento l'esigenza di affrontare un nuovo argomento che, in un modo o nell'altro, è giunto parecchie volte alla mia attenzione. Trattasi delle famose, famigerate, consigliate, discusse "directory a pagamento". Si tratta di siti web che raccolgono, suddividendole per aree geografiche, le schede di strutture alberghiere italiane ed internazionali.
Molto diffuse nel panorama web nostrano, queste directory hanno avuto il proprio boom circa dieci anni fa, nei momenti di maggiore espansione della rete, quando le strutture turistiche avvertivano la necessità di coprire il media, ma non avevano ancora enssuna intenzione di dotarsi di un proprio website per ottenere maggiore visibilità ed offrire una serie di servizi ai propri clienti. Va da se che questo concetto, valido per le micro e piccole strutture, ha perso di consistenza nel corso del tempo, man mano che la rete diveniva accessibile a tutti.
Oggi queste directory hanno una funzionalità molto differente, possono risultare utili nella costruzione della link popularity del sito web delle strutture turistiche, personalmente le ho spesso inserite nella pianificaizone media dei clienti Allaterza sopratutto in virtù del basso costo dell'inserzione ed al discreto numero di contatti che di norma provengono da questo canale.
Ultimamente mi sto ricredendo.
Starete pensando ad un'improvvisa antipatia, o ad un eccesso di caldo, ma non è così, ho le mie buone motivazioni per ricredermi. Innanzitutto la maggiorparte di queste directory, o almeno le più famose, dopotanti anni di onorato servizio sono super affollate di inserzionisti e dunque navigare alla ricerca di una struttura di proprio gradimento non è il massimo della semplicità, inoltre la gestione che sta alle spalle di questi siti non è sempr ebrillante, mi è capitato di avere ritardi e errori di ogni genere. Insomma, la situazione non è proprio rosea, credo proprio che consiglierò a tutti i clienti del settore di fuggire a gambe levate e di impiegare quel budget su operazioni più redditizie. Nel settore turistico ci sono tantissime leve da tenere in considerazioni, motle, tuttavia, non sono sempre evidenti o difficili da comunicare in un ristretto spazio offerto dalle directory, al contrario se la struttura possiede qualità tanto evidenti da essere semplicemente comunicabili anche in poco testo o con poche immagini...beh, a quel punto meglio scegliere investimenti più diretti e pensare a costruire un website con i controattributi...per intenderci, come quelli di Allaterza.
Insomma, la morale è che le directory mi hanno stufato sia come utente sia come webmarketer, bisogna indirizzarsi sul marketing dei motori di ricerca sul sem turismo, si ottengo molte più soddisfazioni.