La fine del SEO?
24/01/2009 inserito da LUCIANO IOLLO
Anche se Allaterza ha tra le proprie attività quelle relative al SEO, dentro di me non ho mai tifato per questo settore della nostra attività.
Non voglio dire che le deprechi, assolutamente, si tratta sempre di strumenti importanti per dare riscontro ai clienti.
Ma soprattutto diventa indispensabile in settori ad alta densità e dinamicità di contenuto, dove non è possibile non attuare alcuna strategia importante per il seo perchè i competitor li utilizzano e perchè il contenuto lo richiede.
Google utilizza un sistema dai risvolti importanti; mutuando il senso del social bookmarking mette a disposizione uno strumento ajax-based per modificare la posizione dei risultati nella SERP.
In parole povere, se il sito che stavate cercando non è primo, è possibile personalizzarlo come tale, inviando al tempo stesso un feedback fondamentale a BIG G sui risultati effettivamente preferiti dagli utenti.
Al tempo stesso gli utenti possono cancellare dalle SERP i risultati che non ritengono pertinenti
La prima considerazione consiste nel sapore di un'ammissione di inefficienza, nonostante Google resista come il miglior motore di ricerca in termini di pertinenza dei risultati.
Ma è un'ammissione in quanto è un evidente tentativo di migliorare la pertinenza di cui sopra. Inoltre, vado in brodo di giuggiole, per la proprietà transitiva, è la firma sotto l'ammissione di impossibilità del websemantico, inteso in senso stretto.
E' però anche il tentativo di migliorare il servizio, quindi bando al brodo di giuggiole, non si scherza. Interessante pensare ad un'azienda che già gode di ottima salute, con ricavi che crescono secondo una scala più che esponenziale, tornare sul prodotto e cercare di migliorarlo con un metodo così radicale.
In relazione ai tanto citati problemi legati all'eccessivo possesso di informazione di Google, mi sembra chiaro che questo sistema di tagging sia il corrispettivo in pagine "interne" di BIG G, di quanto questo già conosca attraverso il servizio analytics, estendendone e verificandone la capacità informativa per l'azienda di Mountain View.
In definitiva mi sembra possibile che Google stia preparando il terreno per contenere attraverso il social tagging il fenomeno sempre crescente del SEO, che sollecitando il motore di ricerca proprio sulle leve che fanno parte dell'algoritmo (e quindi da esso inscindibili) modificano in peggio la capacità del motore di riportare risultati "naturalmente artificiali", ovvero meno pertinenti di quanto l'algoritmo da solo avrebbe ritenuto.
Mi sembra una risposta concreta al SEO anche se a Napoli qualcuno potrebbe anche pensare di fare incetta di account* Google....
*Il servizio infatti si attiva solo se è stato effettuato il login su gmail o altri servizi di Google.