Cosa succede se il motore di ricerca si sostituisce alle fonti che dovrebbe trovare? E' quello che sta accadendo a Google, che sta lentamente attivando una serie di servizi integrati nelle SERP.
In un post del blog ufficiale della compagnia di Mountain View, si scopre che presto la ricerca di dati pubblici (ad esempio la popolazione di uno stato) potrebbero essere velocemente disponibili digitando "popolazione [stato]".
I più attenti già hanno scoperto che le SERP di Google sono integrate ai tantissimi servizi del motore di ricerca, news, immagini, video, book, heart, azioni etc. A breve, già attivo per gli Stati Uniti, sarà possibile utilizzare i dati più o meno come già accade per Google Trends e Analytics. Comparazioni veloci, serie storiche, tutto ciò che ad oggi un marketer è costretto a ricercare sui vari istituti di ricerca nazionali saranno presto a disposizione di pochi click. Il servizio si chiama Google Public Data e metterà a disposizione quelle informazioni di tipo statistico, tipicamente pubbliche, ma in forma visiva ed interattiva.
Due aspetti, a mio avviso, risultano particolarmente interessanti. Il primo riguarda l'uso, oserei dire, spregiudicato delle SERP, che diventano sempre più dei megacontenitori di fonti di ogni genere, dalla pubblicità al valore delle azioni.
Così, pochi giorni fa, cercando il sito del produttore informatico HTC, il primo risultato è dato dalle azioni di una compagnia Americana (nulla a che vedere con il produttore di smartphone) che ha la stessa sigla al borsino di New York.
La seconda considerazione riguarda strettamente il motore di ricerca, che non smette di stupide anche i più attenti addetti ai lavori, mantenendo saldamente il posizionamento di innovation leader nell'IT.
La sua tendenza rivela chiaramente la strategia di diventare fonte con le informazioni altrui. Difatti, se le landing page di queste informazioni rimangono su pagine del gruppo Google, quanti ad oggi potrebbero ancora pensare al motore di ricerca come una piattaforma di lancio di altre pagine web? Ovviamente era una domanda retorica, ma dai risvolti tutt'altro che importanti.
Per il mercato editoriale significa uno sconvolgiento epocale, perchè la struttura di produzione/consultazione delle informazioni se affidato ad un software rappresenta un cambiamento senza precedenti, che rende elefantiache e quindi costose tutte le strutture di produzione di contenuti.
Quasi tutte le aziende che conosco personalmente, realizzano contenuti - dalle news al direct marketing - costruendo messaggi composti sia da informazioni "interne", sia da informazioni "esterne" alla struttura. Tutte queste aziende devono confrontarsi con big G, loro producono, l'altro legge e ripubblica senza digitare nemmeno un punto.