Una lezione alla milanese
04/11/2008 inserito da LUCIANO IOLLO
Forse sono la persona migliore per scriverlo, perchè l'ho sempre detto, di fatto non sono mai stato campanilista, ho sempre evitato questo clichè. Forse anche perchè io sono napoletano a metà (grazie mamma).
Un mio referente di lavoro, un milanese, un amico mai diventato veramente tale solo per ragioni di opportunità, tornerà in quella grande città che si chiama mondo, forse dopo essersi reso conto che qui siamo solo in un paesone che vive e vegeta con le regole della provincia.
Non voglio dare la colpa alla città, ma dopo aver visto frotte di amici, in gamba e non, andare via per cercare un'altra realtà, o come si dice più di frequente, alla ricerca di opportunità, non riesco più a tollerare questo abbandono costante della mia terra. Impoverita delle menti, delle persone, il futuro lo possiamo solo costruire insieme e la città rimarrà profondamente sola.
Non l'ho mai fatto, non credevo di essere capace, ma per la prima volta mi ritrovo a dire che hanno sbagliato, tutti tranne Umberto, lui ha resistito finchè a potuto a questa città, ha provato ad amarla e forse è stato lasciato piuttosto solo nonchè derubato di tutte le sue cose da qualche solito fetente napoletano.
Ed ecco il punto per un napoletano di oggi, comprendere due grandi cose.
La prima è non utilizzare la città per cercare scuse. La ricetta è puntare sulle competenze, sulla qualità dei propri prodotti.
La seconda consiste nel sacrificare la propria serenità ogni giorno alla ricerca della perfezione, avere un benchmark costante su quelle zone di Italia che vanno meglio e che lavorano meglio di noi. Con umiltà, con serenità, con grinta, ma anche con la voglia di fare meglio, di superare gli standard.
Sono, continuo ad essere un anticampanilista, continuo a non accettare di dover tifare "Napoli" solo perchè nato in questa città.
Sono banalità ma rendono più importante il concetto di stasera: questa città sarà il trampolino di lancio di Allaterza e siamo decisi a non perdere tutto di lei. Si sappia, però. che siamo ancora più determinati nell'andare oltre.