Opensource o proprietario
06/07/2009 inserito da LUCIANO IOLLO
Giuro di non fare alcun nome, tuttavia mi sembra simpatico riportare nostre recenti esperienze e scontri sulla dicotomia tra l'opensource ed il software proprietario nella progettazione di grandi infrastrutture di rete.
I più esperti di web sanno perfettamente che sul web l'opensource la fa da padrona, sanno anche perfettamente che il vincolo con cui è possibile andare tranquillamente su tali piattaforme software è dato dalla competenza.
La cosa più divertente è che alle mie insistenti richieste di scegliere laddove impossibile fare altrimenti, solo piattaforme opensource, mi è stato risposto che il "supporto" del software libero è "il forum".
Signori sistemisti non ridete, voi che sapete bene che l'opensource è un problema di competenza e chi risponde in questo modo mostra di non averne alcuna. Voi che sapete che l'affidabilità di piattaforme come Ruby-on-rails sono ampiamente superiori a dot net, comportano una riduzione di tempi di sviluppo notevoli, hanno un bacino di operatori ben più grande.
Tantissimi anni fa, ero alle prime armi, ho avuto modo di vedere questi famigerati "supporti" come lavorano. Avevamo un problema su un database Oracle che si era distrutto. Il software proprietario impose di contattare l'omino Oracle su Napoli, che costò un patrimonio per 10 minuti di attività. Ciò che fece è meglio definibile come camorra: venne in ufficio, inserì un floppino e fece girare un applicativo di pochi byte che riparò il db pi+ùo meno come è possibile fare da qualsiasi phpmyadmin su mysql.
Ovviamente le banche girano su Oracle, ovviamente laddove è necessario avere il top che si compri il top... ma è veramente sempre sempre necessario se non sono presenti dati sensibili?
Ripeto che non è mia intenzione fare nomi nè cognomi e che la realizzazione di grandi progetti parte sempre dalle competenze. Semplicemente a volte non ci sono, o manca l'onestà di ammetterlo o manca la consapevolezza di non averle...