La paura del Natale
28/12/2008 inserito da FABRIZIO FUSCO
Anche quest anno il Natale è passato. Dopo mille preparativi, la corsa agli acquisti, la follia dei negozi, la girandola dei pranzi, delle cene la famigerata tre giorni di festeggiamenti si è conclusa. Doveva essere un Natale austero, di crisi, ma dopotutto saranno almeno quindici anni che in Italia i media ci fanno la cronaca di una crisi annunciata. Ogni anno l'economia italiana in estrema difficoltà non ci consentirà di trascorrere un Natale, è il caso di dirlo, coi fiocchi, ci si immagina uno di quei tetri scenari post-guerra con una tavola scarna dove tutti si azzuffano per un mestolo di zuppa.
Eppure, nonostante le premesse, anche questa volta mi è sembrato tutto abbastanza normale, facendo le solite passeggiate pro-acquisti ho visto file chilometriche avanti ai negozi delle grandi marche d'alta moda francese. I mercati che vendono pesce e cibarie erano invasi da gente che si scannava per accaparrarsi l'ultima spigola fresca. Per strada c'era la solita allegria e l'atmosfera della famosa "crisi" non mi è sebrata tanto presente. Certo, i numeri non saranno dei migliori, non li ho ancora visti, e di sicuro gli acquisti non saranno andati alla grande, ma questa tradizione resiste, in un modo o nell'altro.
Allora le verità dove sta? Quando la recessione si farà sentire veramente su ciascuno di noi? In fondo i lavoratori stipendiati hanno lo stesso potere d'acquisto che avevano l'anno scorso, l'inflazione s'è bloccata e, anzi, la prospettiva di un 2009 vittima della deflazione è lo spauracchio per grandi e piccini.
Difficile prevedere cosa accadrà, il clima che si respira e quello della timorosa attesa, tutti stanno alla finestra, per ora possiamo solo mangiare l'ultima fetta di panettone e dirci serenamente "anche quest anno siamo passati indenni alla girandola del Natale".