E-shop e tracciamento
01/02/2009 inserito da LUCIANO IOLLO
Oramai si consolida la posizione di allaterza nella gestione del marketing per i negozi elettronici. E' prossima la partenza di una nuova campagna che il "maledetto socio del mio socio" illustrerà nel prossimo post sul nostro blog.
Si tratta di un'azienda seria, ben avviata, che al primo incontro ha mostrato già una certa padronanza nell'uso degli strumenti di pianificazione media online. Fermo restando tutte le ottime "practice" dell'organizzazione, subito ci è saltata all'occhio l'assenza di strumenti di tracciamento delle campagne online. Ciò significa che la pianificazione adottata, non è un'accusa visto che quasi tutti fan così, aveva la caratteristica di essere sempre "stimata".
Ovvero, muovendo le varie leve pubblicitarie, il gestore doveva intuire quali spingessero l'e-shop meglio delle altre, riequilibrare gli investimenti tra i vari mezzi e ri-intuire.
Nulla contro l'intuito e l'intuizione, servono sempre, anche nei momenti più impensabili della nostra vita. C'è solo il problema che noi proponiamo una metodologia che non può convivere con l'assenza di strumenti di tracking delle vendite. L'intuizione è sicuramente un obiettivo importante nell'attività quotidiana di un marketer, ma a mio avviso deve aspettare che sia realmente completata l'analisi. Il rischio è l'innamorarsi di una intuizione, di un'idea, divenendo così praticamente impossibile comprendere se l'analista abbia "diagnosticato" in modo equo ed imparziale. Non ci crederete, ma sono piccoli punti fermi di un'azienda che si promette realmente professional.
Non posso, però, nascondere alcune remore sugli strumenti di tracking, remore tecnologiche innanzitutto ma che non escludono una riflessione sul "modello d'acquisto" di un negozio elettronico.
Infatti i sistemi di tracciamento in uso sono tendenzialmente client side, riconoscendo gli utenti in base ai semplicissimi cookie. Cosa accade, dunque, se un cliente fa in ufficio una ricerca per un prodotto e quando torna a casa effettua l'acquisto visitando direttamente il sito dell'e-shop?
Nulla! L'e-shop avrà un acquisto che è praticamente impossibile tracciare. Per questo l'analista deve tenere in considerazione i volumi complessivi sviluppati. Sembra un controsenso ma non lo è, infatti tutti i mezzi che si confrontano nello scenario di un software di tracking hanno il medesimo margine di errore.
Tutti i mezzi pianificati, quindi, possono godere di una certa quantità di un traffico di ritorno, delocalizzato ed asincrono rispetto all'esposizione pubblicitaria originaria.
I software di tracking per gli e-shop, quindi, fanno parte di quel bagaglio minimo di strumenti capaci di costruire una struttura tecnologica di base su cui una buona agenzia di webmarketing può darsi da fare.