Troppo provocatoria
10/11/2008 inserito da LUCIANO IOLLO
Non è la prima volta che capita e non credo che sarà l'ultima. Un po' di tempo fa, con il maledetto socio del mio socio, andai a vedere una piccola mostra, non particolarmente esaltante a dire il vero.
La mostra era a Cava dei tirreni e si chiamava "Creatives are bad", ovvero "i creativi sono cattivi". C'erano alcune creatività particolarmente pungenti, delle quali pensai alla follia di questi uomini e donne che, nonostante si rendessero conto di aver progettato una comunicazione impassabile dal cliente, ciononostante la presentavano al committente.
Praticamente una sfida incruenta tra la voglia di urlare dell'advertising e la compostezza "leccata" dell'advertising maturo e saggio.
Ma nessuno pensi che si tratta di una resa, non lo è, soprattutto non ora che Allaterza ha distanziato la boa dell'anno di attività.
Un nostro cliente ha recentemente ricevuto una proposta di creatività che racchiude in sé una serie di attributi non particolarmente moderati, ovviamente sempre a fine ludico-commerciale.
Un tranquillo sabato, molto poco tranquillo visto il casino di via Carlo Poerio a Napoli, abbiamo realizzato questa creatività un po' blasfema, un po' sboccata, un po' provocatoria.
Lo sapevamo che era un po' eccessiva, fuori le righe e che sicuramente la nostra gabbia di marketing non consentiva tanta libertà. Tuttavia, un po' per il rapporto, un po' per l'innamoramento a quel visual e quella "head", che abbiamo deciso di inviarla lo stesso.
Ora la vita è proprio strana. A volte le frasi ti rincorrono, come quando capita di sentire un nome di cosa che non si conosceva, e subito dopo lo risenti, per purissimo caso.
E la risposta non si è fatta attendere, in una semplice frase che avremmo digitato anche noi e che tutto sommato approviamo pienamente: troppo provocatoria!