Pedagogico o predagogico?
01/03/2009 inserito da LUCIANO IOLLO
Girando per i blog dei nostri colleghi notavo il grandissimo sforzo compiuto per utilizzare il blog in chiave pedagogica, ovvero al fine di diffondere alcune nozioni di base di quello che realmente si può fare in rete.
Mi risulta più chiaro che uno dei fattori che può attrarre le attenzioni di chi realizza comunicazione online sia un digital divide che separa la piccola agenzia dal piccolo cliente. Aziende non ancora strutturate, o troppo piccole per esserlo, sono indubbiamente meno capaci di risolvere il problema del divide in breve tempo e diventano così molto più dipendenti da consulenti esterni che le aiutano ad incrementare la conoscenza dei mezzi.
Il nostro blog, che curo con quel maledetto socio del mio socio, non ha mai avuto queste finalità; in questi mesi abbiamo scritto sempre con l'ottica del lettore esperto o, quantomeno, a conoscenza del webmarketing e delle sue pratiche.
Un altro aspetto che intendo sottolineare sta nella frequenza e costanza di post. Al contrario di alcune scatole di cartone i cui ultimi post risalgono a mesi fa, il nostro blog-impegno è ben equilibrato con il flusso di conoscenze ed esperienze che si concretizzano nella nostra attività professionale quotidiana.
Così l'ingresso di un nuovo cliente, la consegna di un lavoro, un'esperienza di webmarketing, una nuova pianificazione, sono l'occasione per portare alla luce pillole di vita vissuta da un webmarketer di Allaterza.
Non preoccupatevi, anche questo post non si conclude in modo del tutto autoreferenziale: colgo l'occasione per informare che è iniziata la lavorazione del website per l'hotel San Luca di Spoleto, al cui termine partirà a ruota la realizzazione del website del suo Sister hotel, l'Hotel Villa Zuccari.
Dai primi lavori sul layout si evidenzia l'uso di una serie di indizi sulla struttura, una delle attività che Allaterza realizza senza strombazzamenti inutili: il posizionamento semiotico online.
Alla luce della prolematica del tasso di rimbalzo nelle campagne di keywords advertising, ed in previsione di ulteriori affollamenti di questo media pubblicitario, ci prepariamo per una lotta a parità di share of voice con i nostri concorrenti.
Diventa così fondamentale, ai fini di una riduzione della dispersione pubblicitaria, analizzare di un layout - oltre ai ben noti aspetti legati all'usabilità, alla leggibilità etc - anche aspetti di posizionamento visivo.
Si tratta di amalgamare piccoli segni di significato all'interno del layout; piccoli segni che però devono avere la capacità di trasferire entro i primi 5-10 secondi dalla visita messaggi molto chiari di quello che chiamiamo brand identity.
Sono segni che vengono percepiti prima che inizi una vera e propria lettura dei messaggi testuali. L'occhio, infatti, prima di concentrarsi sulla lettura di un singolo messaggio effettua una lettura complessiva della pagina, uno sguardo d'insieme. Chi non tiene conto di quest'aspetto della realizzazione di pagine web ha deciso di abbandonare deliberatamente il 40-50% dei visitatori che si affidano a questo tipo di lettura rapida per navigare la rete.