Quando il SEO diventa lo standard
25/03/2009 inserito da FABRIZIO FUSCO
Quando la base tecnologica SEO diventa lo standard è difficile comunicare ai propri clienti la funzionalità delle strategie di ottimizzazione sui motori di ricerca. Le richieste per la realizzazione di prodotti web sono differenti, mirano a risultati differenti in settori diversi, ma una costante richiesta da parte del cliente è quella di vedere il proprio prodotto posizionato sui motori di ricerca per una gran mole di chiavi. Non raramente la richiesta viene effettuata in fase di brief con un vero e proprio valore numerico: "vorrei il sito fosse posizionato su 50-100-1000 chiavi". Ch fare allora?
Innanzitutto l'esigenza diviene far comprendere al cliente qual'è il genere di lavoro che sta alle spalle di un buon posizionamento, comunicargli la parte relazionale post messa online di un prodotto, le azioni mirate alla conquista di link da interlocutori di rilievo e tutte le operazioni che, in un lasso di tempo significativo, conducono delle pagine web a introdursi e scalare le serp di un motore di ricerca.
L'obiettivo, quindi, è piuttosto chiaro, il metodo un pò più fumoso, sopratutto quando dai per scontati certi standard realizzativi che, invece, molti non applicano. Bisogna spiegare la propria strategia di ottimizzazione e comunicare con una certa correttezza al cliente quali sono i veri risultati che si possono ottenere e sopratutto il rapporto con costi e tempi. Rendere un sito SEO-proof, esattamente ciò che cerchiamo di fare ogni volta che approcciamo ad un prodotto web, è uno standard per Allaterza, a volte, forse, sottovalutato dai clienti stessi o magari non compreso sino infondo.
Che si debba certificare un sito con un bollino di qualità SEO-proof?