Il Mercato turistico umbro
29/01/2009 inserito da LUCIANO IOLLO
In questa settimana abbiamo realizzato un'analisi dei dati provenienti dalla regione Umbria sul turismo che ci ha permesso di comprendere molto più chiaramente i cambiamenti del settore.
I dati disponibili si fermano al primo semestre del 2008, non è quindi possibile osservare gli effetti della crisi economica, o almeno del suo apice che, ahimè sembra peggiorare giorno dopo giorno.
Ciò che la nostra analisi ha però svelato, a mio avviso, manifesta chiaramente un mercato in grande cambiamento. Inutile ricordare che un uso innovativo della leva "immagine" e dei contenuti intesi come servizio al turista, stia diventando, in sé un fattore differenziante, posizionante.
Risulta però altrettanto comprensibile che i canali pubblicitari online vedono ridurre sempre di più la capacità delle strutture ricettive di conquistare share of voice con budget limitati.
Le nostre ricette online tengono conto attentamente del problema, con una variazione del budget che tiene conto delle modifiche che avvendono alla domanda, all'offerta delle strutture. Con metodologie di segmentazione linguistica delle campagne di keywords advertising tentiamo di uscire da quelle keywords sempre più affollate in modo da garantire sempre livelli molto alti di share of voice ai nostri clienti.
Significa, in soldoni, seguire una grandissima quantità di prodotti e di mercati; ricordare tutte le periodicità, conoscere i trend di ogni settore. Devo dire, ad onor del vero, che non potremmo fare a meno delle informazioni dei nostri clienti.
Cosa succede allora al turismo umbro? Innanzitutto va detto che i dati mostrano chiaramente che l'extralberghiero ha conquistato quote di mercato sempre più ampie. Ciò si manifesta in una tendenza che va avanti da molti anni di un continuo aumento degli "arrivi" nell'extralberghiero.
Interessantissimo notare come il mercato extralberghiero sia molto più segmentato di quello alberghiero. Con questa riflessione crediamo sia possibile spiegare tecnicamente l'ascesa di questo settore del turismo.
Risponde quindi molto meglio alle esigenze del mercato perchè si specializza su alcune tipologie di turismo particolari. Si pensi, in questo senso, alle dimore storiche realizzati in antiche ed ampie strutture. Si pensi a
Sismano ed a tutte le strutture realizzate in castelli ed immobili antichissimi e pieni di storia. Potrei continuare ancora a lungo perchè dai B&B agli agriturismo fino alle SPA gestite come questi ultimi, l'offerta copre davvero una vastissima gamma di preferenze.
Come ciliegina sulla torna ricordo che il numero di giorni medi di permanenza dell'extralberghiero è superiore al doppio della permanenza media del settore alberghiero.
Un'altra tendenza manifestata nel turismo Umbro è sicuramente legata alla continua, oserei dire perpetua, tendenza alla destagionalizzazione. Mesi topici come luglio giugno continuano a registrare una riduzione dei flussi turistici. Mesi com febbraio, gennaio, invece sembrano manifestare un vero e proprio boom. Tutto sommato agosto tiene, anche se non è possibile ometterne la lenta, ma continua, perdita.
Da un punto di vista territoriale risulta evidente il predominio del comune di Perugia, un polo culturale e museale difficile da scalfire. Oltre alle altre cittadine di caratteristiche simili, in alcuni casi vere e proprie perle dalle quali bisognerebbe sfruttarne meglio il potenziale turistico.
Nel primo semestre del 2008 è uno dei pochissimi centri umbri capaci di registrare ancora un saldo nel flusso turistico positivo.
La ricetta per recuperare pubblico per l'alberghiero è chiaramente destinata a seguire la strada del lusso per alcuni, una specializzazione legata ai servizi turistici per altri, la cura della persona per altri ancora.